martedì 17 novembre 2009

Ho visto cose dell'altro mondo...

Tradizione? Troppo spesso ho visto tristi realtà marziali nascondersi dietro questo termine vago e indefinito. Troppo spesso ho visto persone limitarsi e ferirsi per rispetto ad un maestro che, al contrario, non li rispettava anzi, sfruttava la loro buona fede per raggiungere i suoi capitalistici fini.

Stiamo parlando di tradizione o di business? Siamo sicuri che le due cose possano convivere?

Ho visto insegnanti manipolare gli allievi attraverso le loro debolezze, costringendoli ad agire nell'ombra, a mentire, per acquisire informazioni sulle scuole concorrenti, o sui nuovi entrati.

Ho visto altri, che non definirei neanche maestri, i quali, volendo insegnare la perfezione nella tecnica, punivano gli allievi in modo più che umiliante.

Ho visto finti maestri insegnare tecniche che non sapevano tirare, discipline che non avevano mai imparato, concetti che non avevano mai capito.

Ho visto finti moralisti e maestri dare consigli per eliminare vizi dei quali loro stessi erano schiavi. Perché un maestro tradizionale è un maestro di vita... Ma è anche e soprattutto un uomo, perché prendersi in giro?

Ho visto maestri fare il contrario di quello che dicevano, cambiare il programma ogni 3 mesi e arrabbiarsi se un allievo si confondeva.

Ho visto maestri tradizionali prendere a calci le tradizioni, togliere loro il significato e trasformarle in uno strumento di controllo.

Come ho fatto a vedere tutte queste cose? Mi è bastato essere un allievo. Chissà quanti hanno guardato senza osservare...

Ogni maestro, ogni persona ha dei difetti, e sinceramente diffiderei di quelli che sembrano non averne. E' la natura umana. Basta con le mistificazioni, con i metodi da Full Metal Jacket, basta con gli inganni. Ogni allievo regala ad un maestro qualcosa di raro, unico, ovvero la fiducia, perché approfittarne?

Quindi... Cos'è un vero maestro? Come facciamo a dire se è o meno un bravo insegnante?

Non è certo semplice, però, in generale direi che un maestro lo si è, naturalmente, nella mente, ma lo si è prima di tutto nel cuore. Un maestro è umano, ammette i suoi errori e non smette mai di mostrare umiltà e rispetto. Un maestro gioisce dei miglioramenti di un allievo, ma nello stesso tempo si condanna per gli errori che esso commette. Senza l'amore per l'insegnamento, un maestro non si può definire tale, è quello che io chiamo un "maestro".

Ed ora attenzione perché questo potrebbe shockarvi:
Non esiste nessun segreto alla fine dello studio del vostro stile, l'unica cosa che potrà portarvi ad essere migliori degli altri è l'allenamento, il vostro cervello e la fortuna, senza la quale potrebbe capitarvi un "maestro", appunto.

Probabilmente la vostra esperienza nel mondo tradizionale è diversa dalla mia, magari opposta. Di questo non posso che essere contento, avete trovato quello che volevate.

Questa è la mia esperienza marziale, una parte di quello che ho osservato in questi pochi anni, e credo anche di non essere stato il più sfortunato.

Ying Mossad

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